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Global Risk Forum 2021: prevedere rischi per eccellere, con gli standard per i sistemi di gestione



Oggi, 18 Giugno 2021, ho partecipato all'evento online Global Risk Forum di Business International sulle nuove strategie di gestione dei rischi in azienda con un focus dedicato a rivisitazione dei modelli di business, processi e nuovi modelli di risk management post pandemici.


Ho partecipato per un interesse legato alla mia professione di consulente (è sempre bene tenersi aggiornati 😉), ma anche come imprenditore.


Credo che anche tu possa convenire con me sul fatto che la pandemia del COVID-19 abbia avuto un devastante impatto sulle nostre vite, sui nostri business e sull'idea che avevamo sulla gestione dei rischi, prima della fine del 2019.


Nessuno, o quasi, l'aveva prevista, e ha travolto tutto il mondo causando crisi generalizzate a tutti i livelli.


Per quanto mi riguarda, fortunatamente, ha inciso in modo relativo.


Al contrario mi ha costretto a ripensare alla mia attività, ai miei processi e al mio modello di business.


In questo caso ho avuto notevoli benefici reagendo ad una crisi reale, ma quali benefici potrei avere prevenendo rischi ed opportunità possibili nel futuro?


Ecco a cosa serve il Risk Management, ed ecco il tema della conferenza.



Consigli per implementare una efficace gestione dei rischi

Molti ospiti sono intervenuti all'incontro.


Non è mia intenzione sintetizzare tutti gli importanti contributi, ma delineare un "fil rouge" fra i temi che ho ascoltato e i principi e i requisiti dei sistemi di gestione integrati (per esempio secondo le norme ISO 9001, ISO 14001, ISO 45001 etc..).


Massimo Livatino, docente Università Bocconi, ha coordinato la prima parte della conferenza e ha puntualizzato alcuni fattori che possono determinare l'efficacia o meno del Risk Management.


Il Risk Management oggi non è efficace nelle aziende principalmente per una problematica culturale, la gestione del rischio è ancora una questione pressoché sconosciuta o non ben implementata ed integrata nelle organizzazioni.


D'altro canto le organizzazioni che gestiscono efficacemente il rischio diventano sempre più resilienti, ottengono cioè la capacità di resistere e reagire alle crisi, di non soccombere, ma di rinnovarsi.


E' essenziale che la leadership sia consapevole dell'importanza e dei vantaggi competitivi collegati alla gestione dei rischi, sia per chi è leader al vertice, ma anche per chi non lo è (per esempio i manager).


Anche Giuseppe Maduri, del gruppo Astellas Pharma, ha ribadito quanto sia importante costruire il gruppo più efficace per il Risk Management, composto certamente da leader (consiglio amministrazione, CEO, etc..) ma anche da componenti del middle management, il tutto coordinato dal Risk Manager.


Il rischio deve entrare nel piano strategico aziendale, non deve essere considerato solo necessario per la gestione del processo.


Incontrarsi in riunione una volta all'anno per identificare e valutare i rischi non risulta efficace.


Maria Pierdicchi, Presidente Nedcommunity, ha sottolineato l'importanza della comunicazione con gli stakeholder, interni ed esterni


Floricel Rugiero di Enel ha toccato il tema della sostenibilità, aspetto centrale per dare maggior valore al risk management.


Solo una visione olistica di tutti gli aspetti che attengono alla responsabilità di impresa può dare il contributo più opportuno per identificare le diverse categorie di rischio.


Nicola Passariello di Bureau Van Dijk ha introdotto il tema delle soft skill e della necessità di potenziarle e svilupparle, anche all'interno della leadership.


Marilena Arinisi di Novartis ha portato la sua esperienza: nella sua organizzazione è stata creata una community interna, eterogenea per genere, età, competenze, un ambiente multiculturale e interdisciplinare (60 persone organizzati in sottogruppi), per attivare processi di Risk Management.


Ha poi ribadito la necessità di coinvolgere gli stakeholder all'interno del processo e di integrarlo con gli aspetti di sostenibilità.


Non si può evitare l’ingaggio delle persone perché in un modo o nell'altro tutti prendono decisioni e conducono i processi (fare valutazioni di rischi in uffici fra esperti senza condividerle e integrarle nella strategia e nei processi operativi non porta a molto).


Roberto Rentocchini, di Eni, intende il Risk Management propedeutico per supportare le decisioni delle strategie: vanno identificati i rischi rispetto agli obiettivi da raggiungere (flussi di cassa, produzione, riduzione emissioni etc..), per sottoporre al decisore le informazioni necessarie al suo ruolo.



E i Sistemi di Gestione?


Cosa hanno a che fare questi temi con le norme ISO sui Sistemi di Gestione (ISO 9001, Iso 14001, ISO 45001, solo per fare degli esempi)?


Bè, se hai letto una norma almeno una volta, saprai certamente che la risposta è TUTTO!


Gli standard in vigore dal 2015 in poi, secondo l'approccio del High Level Structure (HLS), prevedono proprio l'attenzione a questi requisiti: vediamone alcuni.


I requisiti 4 e 6 riguardano proprio i processi strategici di analisi del contesto (interno ed esterno), di identificazione delle parti interessate (stakeholder) e delle loro aspettative, di valutazione dei rischi e delle opportunità, prima di definire gli obiettivi aziendali.


Sembra incredibile, vero?


Aspetta, non è finita qui :D


Nella introduzione alla ISO 9001:2015 si può leggere: " L'adozione di un sistema qualità è una decisione strategica che aiuta l'organizzazione a migliorare le proprie

performance e costituisce una solida base per iniziative di sviluppo sostenibile".


Cosa mai centrerà lo sviluppo sostenibile, l'attenzione all'ambiente e alle persone, con la qualità del prodotto o del servizio offerto al mercato?


Prova a chiederlo al tuo cliente che non riceverà la merce perché l'ARPA ha sospeso il tuo processo produttivo, dopo aver rilevato emissioni in atmosfera non conformi alla tua autorizzazione provinciale, o perché, per un incidente sul lavoro il giudice ha proceduto al sequestro delle tue attrezzature.


Tutto è collegato, e chi gestisce bene, lo fa a 360 gradi. Oppure non gestisce bene.


I principi della Gestione della Qualità Totale promuovono aziende virtuose nel business, nella gestione degli aspetti ambientali e delle persone, perchè non c'è altro modo, sul lungo periodo, di essere eccellenti.


Non si può essere eccellenti solo nella creazione di valore del business, se ci siamo dimenticati di ambiente e persone.


Anche il mercato lo richiede sempre più.


E una buona gestione dei rischi deve essere rivolta a tutti i fattori che possono favorire o intralciare i piani di una organizzazione e deve considerare le aspettative di tutti gli stakeholder, fino al loro coinvolgimento.


Concedimi un ultima nota sul tema leadership: l'alta Direzione non può delegare i processi strategici, o tutto finisce a rotoli, d'altro canto si chiama Direzione proprio perchè deve indirizzare (le strategie).


E anche questo è un requisito delle norme ISO sui sistemi di gestione (fa parte dell'impegno, se ti fossi perso, punto 5).


La tua azienda si occupa di Risk Management?


No?


Dovrebbe iniziare a farloi, e un primo step potrebbe essere iniziare un percorso per certificare il proprio sistema di gestione secondo gli standard ISO.


Aspettiamo un tuo contatto per informazioni di dettaglio.





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