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Audit interno ISO 9001:2026 — modello da scaricare

14 ore fa
Tempo di lettura: 4 min
Cosa cambia e il modello da scaricare

Chi ricorda la ISO 9001 a memoria, nei dettagli?


Io no (la mia memoria ha altre priorità) anche se la conosco dalla sua nascita.


E i dettagli, in questo caso, fanno la differenza.


Se mi chiedessero cosa dice esattamente il 7.1.5.2, risponderei «aspetta che controllo».


Averla sotto mano nel momento esatto in cui serve, in una forma che si consulta in fretta e con suggerimenti di applicazione, secondo me è strategico.


Più che un modulo da spuntare, desidero uno strumento per continuare a studiare e approfondire i requisiti norma, per non confonderli con la specifica pratica aziendale e per evitare di saltarne alcuni e accorgermene quando l'audit è finito.



Apprendi ogni giorno


Una check list tabellare che contiene la norma — un requisito sintetizzato per riga, accanto a cosa devi documentare e a suggerimenti di possibili evidenze — è a mio avviso uno strumento indispensabile, mentre fai audit.


Ti viene un dubbio, dopo aver fatto una domanda: apri, cerchi il punto, hai la risposta prima che il tuo interlocutore abbia finito la frase.



Distingui il requisito dalla pratica


Le aziende hanno le loro pratiche, e le pratiche assomigliano ai requisiti quel tanto che basta per farti sbagliare.


L'elenco dei fornitori è una pratica. La valutazione dei fornitori è un requisito.


Sono due cose diverse, e le ho viste confuse da persone che fanno audit da decenni.


Si cerca l'«Albo fornitori»: ordinato, aggiornato, con le date. Viene naturale spuntare. Ma un elenco non è una valutazione — non dice con che criterio uno ci è entrato, chi lo tiene d'occhio, e cosa succede quando peggiora.


La check-list per punti norma tiene le due informazioni separate per costruzione, perché stanno in colonne diverse: da una parte trovi cosa chiede la norma, dall'altra esempi di cosa puoi verificare.


Altri casi che mi sono capitati dal vivo:

  • Il registro delle azioni correttive è una pratica. L'azione correttiva con la verifica di efficacia è il requisito.

  • Il piano di formazione è una pratica. La valutazione della competenza è il requisito.

  • Il verbale del riesame è una pratica. Le decisioni prese e le risorse assegnate sono il requisito.


Chi lavora solo sul flusso del processo rischia di focalizzarsi solo sulle pratiche e, nel tempo, dimenticarsi il requisito alla base.



Sai sempre dove sei


Se costruisci le domande partendo dal processo, alla fine hai verificato quello che ha deciso di fare l'azienda. Può essere un ottimo lavoro, ma non c'è niente che ti dica quale requisito sia rimasto fuori.


La mappa sì: passi in rassegna i requisiti, e quelli senza annotazione accanto sono quelli che non hai guardato.



Parla la lingua della certificazione


L'auditor dell'organismo di certificazione non è preparato sul tuo flusso di processo. Ha la check list con i requisiti norma. E se trova qualcosa te lo scrive così: rilievo al punto 8.4.1.


Se hai strumenti che mappano i punti della norma, quel rilievo lo puoi comprendere meglio, sai quale requisito è debole, puoi migliorare il processo allineandolo al requisito, con la pratica a te più utile, non per forza seguendo il suggerimento dell'auditor, che non lavorando nella tua azienda, rischia di trasformarsi in ulteriore carta.



Ti protegge dalle cattive abitudini


Chi fa audit da molto tempo tende a chiedere sempre le stesse cose: quelle che ha già visto in altre aziende o conosce bene, e quelle su cui l'ultima volta aveva trovato qualcosa.


È umano, e si può correggere con una lista che ti obbliga a valutare percorsi che non hai mai fatto.



Sopravvive a te


Se domani il responsabile qualità cambia, una check-list per punti norma la legge chiunque conosca la norma.


Quindici domande scritte sul processo potrebbero essere sempre diverse in funzione di chi le fa, e non sempre comprensibili ad altri.



Come si usa in campo


Una raccomandazione sola sull'uso, per ottenere i risultati migliori.


Davanti a una persona non leggi «punto 8.4, definizione dei criteri di valutazione dei fornitori esterni».


Traduci.


Il punto 8.4, in ufficio acquisti, diventa tre domande semplici:

  • «Come scegliete un fornitore nuovo? Con quali criteri?»

  • «E se uno comincia a consegnare in ritardo, come ve ne accorgete?»

  • «Fammi vedere l'ultima volta che è successo.»


La colonna "evidenze" è il tuo diario e tuo consigliere: la uso per prendere appunti di verifica e ti suggerisce come esplorare il processo con esempi.



Allineata alla nuova ISO 9001:2026


Dal 16 settembre è disponibile la nuova edizione della UNI EN ISO 9001, in italiano e in inglese.


Il modo di condurre gli audit non cambia.


Cambiano un po' i requisiti da verificare.


La nostra check list è già allineata.



Struttura della Check List ISO 9001:2026 di ISOFAIDATE


È lo strumento che usiamo noi negli audit ISO 9001 dai nostri clienti.

  • I sette capitoli della norma, punto per punto, dal Contesto (cap. 4) alla Leadership (5), Pianificazione (6), Supporto (7), Attività operative (8), Valutazione delle prestazioni (9), fino al Miglioramento (10).

  • Per ogni requisito, tre colonne: la descrizione con le note della norma · le informazioni documentate richieste · esempi concreti di evidenze, cioè documenti, attività e buone pratiche da poter mostrare in audit. È la terza colonna, quella che fa la differenza fra conoscere il requisito e tradurlo in audit.

  • Uno schema colori che rende la lettura immediata: nero i requisiti, rosso i riferimenti documentali obbligatori, verde le note della norma, viola gli esempi e i suggerimenti.

  • File Word completamente modificabile. Ci scrivi sopra durante l'audit, ci metti i riferimenti della tua azienda, la tagli sul processo che stai verificando.


Puoi usarla in tre modi: per preparare un audit — interno o di certificazione — sapendo già cosa cercherà l'auditor; per studiare la norma senza doverla interpretare per intero; oppure per pianificare un progetto di certificazione, riga per riga. (Se stai costruendo un sistema da zero, la mappa è il piano di lavoro: non si pianifica una certificazione partendo dai processi, si parte dai requisiti e poi li si assegna.)


È pensata per responsabili qualità, auditor, consulenti, e per chi in azienda si sta preparando alla nuova norma.



Buon audit.


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