NIS2 e ISO 27001: rischi e opportunità per la tua impresa
- Valerio Tavolazzi

- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min

Negli ultimi anni la sicurezza informatica è diventata uno dei temi più rilevanti per la gestione delle imprese.
Attacchi ransomware, furti di dati e blocchi dei sistemi informativi non sono più eventi rari o lontani.
Sempre più organizzazioni si trovano a dover affrontare incidenti informatici che possono interrompere l’attività, compromettere la fiducia dei clienti e generare danni economici significativi.
In molte aziende questo tema è stato a lungo considerato una questione tecnica, da affidare principalmente ai responsabili IT.
Oggi il quadro è cambiato. La sicurezza digitale riguarda sempre più la gestione del rischio aziendale e coinvolge direttamente la direzione, i processi organizzativi e la continuità operativa.
Proprio per rafforzare la resilienza delle imprese europee è stata introdotta la direttiva NIS2 (Network and Information Security).
Parallelamente cresce l’attenzione verso la ISO 27001, lo standard internazionale che definisce come costruire un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni.
Comprendere il legame tra questi due temi aiuta le imprese a orientarsi meglio e a impostare un percorso di adeguamento più chiaro e sostenibile.
La direttiva NIS2 e il nuovo scenario normativo
La direttiva europea 2022/2555, conosciuta come NIS2, nasce con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi all’interno dell’Unione Europea.
Negli ultimi anni è emerso con sempre maggiore evidenza quanto le infrastrutture digitali siano diventate fondamentali per il funzionamento dell’economia e dei servizi essenziali. Un incidente informatico che colpisce una singola organizzazione può avere effetti che si propagano lungo intere filiere produttive o infrastrutturali.
Per questa ragione la normativa introduce un approccio più strutturato alla gestione della sicurezza informatica. In Italia la direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 138/2024, che definisce nuovi obblighi di sicurezza per numerose imprese.
Tra gli elementi più rilevanti emerge la responsabilità diretta della direzione aziendale nella gestione dei rischi informatici. La sicurezza delle informazioni diventa quindi parte integrante della governance dell’organizzazione.
Le imprese sono chiamate ad analizzare i propri rischi digitali, adottare misure adeguate di protezione e predisporre procedure per gestire eventuali incidenti informatici. Un’attenzione particolare viene posta anche alla sicurezza della supply chain, perché spesso la vulnerabilità di un fornitore può diventare il punto di ingresso di un attacco informatico.
Quali imprese sono coinvolte
La NIS2 amplia in modo significativo il numero di organizzazioni interessate rispetto alla precedente direttiva europea.
Le imprese vengono suddivise in due grandi categorie: soggetti essenziali e soggetti importanti.
Tra i soggetti essenziali rientrano organizzazioni che operano in settori come energia, trasporti, sanità, infrastrutture digitali e servizi finanziari.
I soggetti importanti comprendono invece molte realtà che operano nel mondo dei servizi digitali, dell’ICT e della produzione industriale.
In linea generale la normativa riguarda imprese con più di cinquanta dipendenti o con un fatturato superiore ai dieci milioni di euro, anche se in alcuni casi possono essere coinvolte anche organizzazioni più piccole che operano in settori strategici o all’interno di filiere critiche.
Per molte aziende nasce quindi una domanda molto concreta: la mia organizzazione è davvero pronta a gestire i rischi informatici richiesti dalla normativa?
Il ruolo della ISO 27001
In questo contesto la ISO 27001 rappresenta uno degli strumenti più utili per affrontare il tema della sicurezza informatica in modo strutturato.
La norma definisce i requisiti per costruire un Information Security Management System, cioè un sistema di gestione che permette all’organizzazione di identificare, valutare e controllare i rischi legati alle informazioni e ai sistemi informativi.
Il punto centrale dell’approccio è l’analisi dei rischi. L’azienda individua le minacce che potrebbero compromettere la sicurezza delle informazioni, valuta il loro impatto e definisce le misure più adeguate per ridurre il rischio a un livello accettabile.
Molti dei principi richiesti dalla direttiva NIS2 si ritrovano già all’interno della struttura della ISO 27001.
La norma prevede infatti politiche di sicurezza, controlli organizzativi e tecnici, procedure di gestione degli incidenti e attività di monitoraggio continuo.
L’edizione più recente della norma, la ISO 27001:2022, include inoltre un insieme di controlli che aiutano l’organizzazione a gestire in modo sistematico i diversi aspetti della sicurezza delle informazioni.
Per questa ragione numerose aziende utilizzano la ISO 27001 come base organizzativa per affrontare anche i requisiti richiesti dalla NIS2.
Come iniziare il percorso
Quando un’impresa inizia ad affrontare il tema della sicurezza informatica, il primo passo consiste generalmente nel comprendere la situazione esistente.
È necessario analizzare come sono gestiti i sistemi informativi, quali misure di sicurezza sono già presenti e quali aspetti richiedono miglioramenti. Questa fase iniziale è spesso la più delicata, perché molte organizzazioni possiedono già strumenti tecnologici ma non hanno ancora un quadro chiaro dei propri rischi.
Da questa analisi nasce normalmente un percorso più strutturato, che include la valutazione dei rischi informatici, la definizione delle misure di sicurezza più adeguate e l’organizzazione delle responsabilità interne.
Molte aziende si accorgono proprio in questa fase che la difficoltà principale non riguarda la tecnologia, ma l’organizzazione dei processi e delle responsabilità.
Capire da dove partire, quali controlli siano realmente necessari e come strutturare il sistema di gestione può risultare complesso.
Per questo motivo alcune imprese scelgono di affrontare questo passaggio con il supporto di un percorso di mentoring, che permette di costruire passo dopo passo il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni e di prepararsi alla certificazione ISO 27001.
L’integrazione con la ISO 9001
Le organizzazioni che possiedono già un sistema di gestione della qualità basato sulla ISO 9001 partono spesso da una posizione di vantaggio.
Le norme ISO condividono infatti una struttura comune che rende più semplice integrare diversi sistemi di gestione all’interno della stessa organizzazione. In questo modo diventa possibile gestire qualità, sicurezza delle informazioni e altri aspetti organizzativi con un unico modello.
L’integrazione consente di ridurre la complessità documentale, migliorare il controllo dei processi e rafforzare la capacità dell’azienda di gestire i rischi. In molti casi il percorso verso la ISO 27001 rappresenta quindi una naturale evoluzione di un sistema di gestione già orientato alla qualità.
Un’opportunità per migliorare l’organizzazione
Per molte imprese il tema della sicurezza informatica nasce inizialmente come un obbligo normativo. Con il tempo emerge però un aspetto più interessante.
Costruire un sistema di gestione della sicurezza aiuta l’azienda a chiarire i propri processi, migliorare il controllo delle informazioni e gestire in modo più consapevole i rischi. Questo rafforza la fiducia dei clienti e aumenta l’affidabilità complessiva dell’organizzazione.
In questa prospettiva la direttiva NIS2 può essere vista anche come un’opportunità per migliorare il modo in cui l’impresa gestisce le proprie informazioni e i propri processi digitali.
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