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Certificazione ISO 9001 senza scrivere una procedura: il caso Mazzaron Torneria


La prima volta che ho abbandonato le classiche procedure narrative per mappare i processi. Era un test — e ha superato l'esame dell'organismo di certificazione.


Quando Tamara Mazzaron mi ha detto cosa temeva, ho capito che eravamo sulla stessa lunghezza d'onda.


"Temevo la solita burocrazia inutile."


È la stessa cosa che pensa la maggior parte degli imprenditori quando sente parlare di "ISO 9001".


Faldoni di procedure o file nel server che nessuno leggerà, scritti per essere tirati fuori solo il giorno dell'audit.


Carta che non cambia niente nel lavoro di tutti i giorni.


Il problema è che, il più delle volte, hanno ragione.



Il problema non è la norma. È il formato.


Facciamo chiarezza.


La ISO 9001 non ti chiede da nessuna parte di scrivere procedure narrative lunghe dieci pagine.


Te lo chiedono la tradizione e l'abitudine, il modo in cui "si è sempre fatto".


La norma, in realtà, vuole altro: vuole che tu conosca i tuoi processi, sappia chi fa cosa e tenga sotto controllo ciò che conta.


Le procedure tradizionali falliscono per motivi molto concreti:

  1. Nessuno le legge. Un operatore in officina non apre un documento Word generico di otto pagine prima di attrezzare una macchina o lavorare una commessa. Non gli è utile.

  2. Non rispecchiano il lavoro vero. Vengono scritte da terzi (consulenti, responsabili) non da chi esegue il processo tutti i giorni, e, poiché non utilizzate davvero, non vengono mai aggiornate. Il mancato coinvolgimento del personale interessato è parte del problema.

  3. Muoiono dopo l'audit. Vengono create per passare l'esame, non per lavorare meglio.

  4. Non superano il test della competenza. Un documento dovrebbe aiutare chi il lavoro non lo sa ancora fare — troppo spesso, invece, è comprensibile solo a chi lo sa già.

  5. Hanno caratteristiche poco intuitive. Blocchi di testo lunghi e lessico in stile "normativo" che nessuno o pochi possono comprendere e a fatica.


E attenzione: il problema non sono le persone che le scrivono. Chi le compila lo fa in buona fede, spesso con grande competenza. Il problema è il metodo di creazione e il formato scelto come output.


Un racconto non è il modo più utile per descrivere un processo.



La scommessa: Mazzaron come primo test sul campo


Mazzaron Torneria è una realtà familiare di Villaga, in provincia di Vicenza: una decina di persone, lavorazioni meccaniche di precisione su metalli, tutto su specifica del cliente.


Prodotti che devono uscire conformi, sempre.


Il loro punto di partenza non è stato un obbligo di legge, né la voglia di appendere un bollino in bacheca.

È stata la richiesta del mercato, diversi clienti importanti di settore ad alta qualità.


L'azienda, invece di subire quella richiesta come un peso, l'ha trasformata in una leva per migliorare davvero l'organizzazione.


Con loro ho deciso di fare una cosa che non avevo mai fatto fino in fondo: buttare via le procedure tradizionali e provare un altro linguaggio. I flussi schematizzati in tabella.


E, come sempre, abbiamo sfruttato al massimo l'impianto documentale che avevano già: se un'azienda ha creato un documento di sua iniziativa, di solito vuol dire che le serve davvero. Non scrivere lunghe procedure ha reso tutto più semplice. Mappare i processi insieme a loro ha richiesto meno tempo e ha dato più comprensione — così il tempo si investe nelle scelte di miglioramento, non nella scrittura di carte.


Ero convinto che fosse la strada giusta. Ma non avevo la certezza se avrebbe retto senza conseguenze spiacevoli all'esame di qualsiasi auditor di certificazione.


Era un test. Mazzaron è stata la prima azienda dove l'ho messo alla prova.



Come funziona: input, attività, responsabile, output


L'idea è semplice. Ogni processo aziendale non si racconta: si mappa in una tabella con quattro colonne.

  • Input — cosa entra (documenti, materiali, informazioni)

  • Attività — cosa si fa, passo dopo passo

  • Responsabile — chi lo fa

  • Output — cosa esce, e dove va a finire


Ecco un estratto reale dal processo di produzione di Mazzaron. (poi rielaborato da me graficamente):



Guarda l'ultima colonna. Quando un controllo trova un pezzo non conforme, il flusso non si limita a segnalarlo: lo manda dentro il processo di Miglioramento.


Quando un ordine viene spedito, i dati confluiscono nel processo di Analisi e valutazione.


Non sono tabelle isolate. Sono ingranaggi che si parlano tra loro. E tra l'altro è proprio quello che chiede la norma al requisito 4.4 e che spesso viene disatteso (input, output, sequenza e interazione dei processi).


Messi insieme, formano un sistema di gestione vivo — leggibile in un colpo d'occhio, con tanto di indicatore misurabile (per esempio, un tasso di scarto obiettivo del 2%).



La prova finale: l'audit TÜV Italia


Poi è arrivato il momento della verità: l'audit di certificazione con TÜV Italia (Gruppo TÜV SÜD), organismo accreditato ACCREDIA.


Il sistema ha retto alla grande, con i complimenti dell'auditor (e senza la presenza del consulente, l'azienda se l'è cavata benissimo da sola).


In circa cinque mesi Mazzaron ha ottenuto la certificazione ISO 9001, con il certificato emesso il 3 febbraio 2025.


Nessuna corsa a preparare carte all'ultimo momento, nessuna procedura scritta apposta per l'auditor.


E la cosa più importante è quello che è successo dopo: quei flussi Mazzaron li usa ancora oggi.


Perché non li abbiamo creati per l'audit. Li abbiamo creati per conoscersi meglio e sono semplici e immediati.



Le parole di Tamara


Lascio la parola a Tamara Mazzaron, la Direzione aziendale, che ha seguito il progetto in prima persona (altro aspetto fondamentale, il progetto di certificazione ha visto la Leadership come attore principale della implementazione del sistema qualità):

"Quando abbiamo deciso di certificarci ISO 9001 nella nostra torneria di precisione, temevo la solita burocrazia inutile. Con Valerio, invece, è andata diversamente: non ci ha chiesto procedure scritte, ma abbiamo mappato i nostri reali processi su Excel con flussi semplici. In soli 4-5 mesi abbiamo ottenuto la certificazione con TÜV Italia in totale serenità. La differenza vera è che, anche dopo l'audit, continuiamo a usare questo metodo perché ci aiuta a lavorare meglio, non solo a mettere un bollino in bacheca. Di Valerio apprezzo l'onestà, la competenza e l'assenza di complicazioni inutili. Lo consiglio senza riserve a chi vuole una certificazione che serva davvero all'azienda."— Tamara Mazzaron, Direzione, Mazzaron Torneria S.r.l.

Da un caso singolo a un metodo


Quei flussi costruiti in Mazzaron non sono rimasti un test.


Quella tabella — input, attività, responsabile, output — è diventata il modello che oggi è l'ossatura del KIT ISO 9001 LEAN: circa 98 file Excel già pronti, con cui un'azienda può costruire il proprio sistema di gestione senza scrivere una sola procedura narrativa.


Mazzaron è stata la prima. Il campo dove un'idea è diventata un metodo.



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Il metodo che ha funzionato in Mazzaron è dentro il KIT ISO 9001 LEAN. Circa 98 file Excel pronti all'uso per mappare i tuoi processi e arrivare alla certificazione senza burocrazia inutile.


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